Che cos’è il Camposanto
Il Camposanto è il lungo recinto di marmo bianco che chiude a nord la Piazza del Duomo. Fu l’ultimo monumento a sorgere sulla piazza: l’Opera della Primaziale Pisana lo data al 1277, quando l’arcivescovo Federico Visconti volle raccogliere in un luogo «ampio e decoroso, appartato e chiuso» le tombe sparse attorno alla Cattedrale. Il Comune indica invece il 1276; qui seguiamo l’Opera.
Il nome viene dalla terra del prato centrale. Secondo la tradizione riportata dall’Opera, è terra santa portata dalla Palestina al tempo della seconda crociata, nel 1146. Da fuori si vede soprattutto una lunga parete di marmo. Dentro, le gallerie coperte girano attorno a uno spazio centrale scoperto: lì furono messi all’inizio i sarcofagi, mentre sotto il pavimento delle gallerie trovarono posto sepolture più umili.
Gli affreschi e il loro restauro
Nel Trecento le pareti furono dipinte con un ciclo sul tema della vita e della morte. L’Opera indica due autori principali, Francesco Traini e Bonamico Buffalmacco, che misero in immagini le prediche del domenicano Cavalca e le visioni della Commedia di Dante. Il Comune stima la superficie affrescata in circa 2.000 metri quadrati.
Il ciclo continuò per tutto il secolo e oltre:
- Storie dei Santi pisani, tra cui San Ranieri, di Andrea Bonaiuti, Antonio Veneziano e Spinello Aretino;
- Storie di Giobbe di Taddeo Gaddi;
- Storie dell’Antico Testamento sulla parete nord, iniziate da Taddeo Gaddi e Piero di Puccio e concluse a metà del Quattrocento dal fiorentino Benozzo Gozzoli;
- la Cosmografia di Piero di Puccio, cioè il mondo come lo si immaginava prima della scoperta dell’America.
Il 27 luglio 1944 un proiettile caduto vicino alla cappella Aulla appiccò un incendio che, secondo il Comune, non ci fu modo di spegnere: la copertura andò distrutta e gli affreschi ne uscirono gravemente rovinati. Per salvarli furono staccati dal muro e restaurati, con un lavoro lunghissimo che spiega perché alcune scene oggi appaiono lacunose. Staccando gli affreschi vennero alla luce le sinopie, i disegni preparatori in terra rossa tracciati sul primo strato d’intonaco. Dal 1979 sono esposte nel Museo delle Sinopie, sulla stessa piazza. Lì si confrontano a grandezza naturale il segno di Buffalmacco, di Taddeo Gaddi, di Piero di Puccio e di Benozzo Gozzoli: per l’Opera è il più ampio insieme di disegni del Tre e Quattrocento oggi conosciuto. Chi ha la Completa li vede entrambi, prima l’affresco e poi il suo disegno.
Il Trionfo della Morte
È l’affresco più famoso del Camposanto e, secondo l’Opera, il più importante e meglio conservato. Fa parte di un gruppo di scene di Buffalmacco che il Comune data al 1336: Trionfo della Morte, Giudizio Universale, Inferno e Tebaide. In un primo tempo fu attribuito a Giotto.
Che cosa cercare sulla parete:
- la Morte che, con una scure, sta per colpire due ragazzi ignari in un giardino di aranci;
- nel Giudizio, il gesto di Cristo dentro la mandorla, e nell’Inferno il Lucifero dantesco che divora un peccatore;
- nella Tebaide, gli eremiti nel deserto: in una scena una fanciulla elegante tenta di entrare nella grotta di un eremita, ma sotto la gonna spuntano gli artigli del diavolo.
Dopo un restauro durato molti anni, l’affresco è stato ricollocato nella sua posizione originale. Vale la pena dedicargli qualche minuto in più rispetto al resto del giro.
Sarcofagi, tombe e curiosità
I sarcofagi romani nelle gallerie erano attorno alla Cattedrale e nel Medioevo furono riusati per seppellire i pisani. Alcuni ispirarono gli scultori: il sarcofago di Fedra e Ippolito, dove fu sepolta Beatrice di Canossa, e quello delle Muse, che Nicola Pisano studiò per il pulpito del Battistero.
Dal Cinquecento il Camposanto accolse le tombe dei docenti dell’Università di Pisa e dei Medici, e agli inizi dell’Ottocento divenne, scrive l’Opera, uno dei primi musei pubblici d’Europa. Tra gli oggetti da cercare:
- la lampada di Galileo, nella cappella Aulla;
- la statua di Fibonacci, nel braccio orientale vicino al sarcofago delle Muse;
- le catene del Porto Pisano, prese dai genovesi dopo la Meloria e tornate a Pisa dopo l’Unità d’Italia;
- tra i sepolcri d’autore, la tomba di Giovanni Boncompagni di Bartolomeo Ammannati (1574) e l’Inconsolabile di Lorenzo Bartolini (1841);
- il sarcofago di Giratto, di fronte al Trionfo della Morte, con una delle prime iscrizioni in volgare italiano.
Biglietti e ingressi gratuiti
Il Camposanto non ha un biglietto singolo: si entra con le combinazioni dell’Opera della Primaziale Pisana, che vende i biglietti sul proprio sito ufficiale e alle biglietterie della piazza.
| Combinazione | Prezzo |
|---|---|
| Cattedrale + Camposanto | 8 € |
| Cattedrale + Museo delle Sinopie | 8 € |
| Completa (Cattedrale, Battistero, Camposanto, Museo dell’Opera, Sinopie) | 11 € |
| Completa + Torre | 27 € |
Chi vuole vedere il Camposanto e le Sinopie, cioè gli affreschi e i loro disegni, spende meno con la Completa che con due combinazioni da 8 €.
- Bambini sotto gli 11 anni con un adulto e persone con disabilità con l’accompagnatore entrano gratis senza biglietto.
- 1° e 2 novembre: ingresso libero per tutti, per Ognissanti e la Commemorazione dei defunti.
- In estate con la Torre: dal 17 giugno al 31 agosto, chi compra un biglietto per la Torre dalle 19:30 in poi riceve gratis il biglietto, senza orario, per il Camposanto.
Prezzi sul sito ufficiale dell’OperaSito ufficiale, nessuna commissione
Orari e apertura serale
Il Camposanto segue il calendario della Torre. Orari pubblicati dall’Opera per l’autunno 2026 (per le date successive al 24 novembre consulti il calendario ufficiale):
| Periodo | Orario |
|---|---|
| 6–18 ottobre 2026 | 9:00–20:00 |
| 19 ottobre – 1 novembre | 9:00–19:00 |
| 2 – 24 novembre | 9:00–18:00 |
| 17 giugno – 31 agosto (estate) | apertura serale fino alle 22:00 |
L’ingresso è consentito fino a 30 minuti prima della chiusura. Le date dell’apertura serale valgono per il 2026: il calendario dell’Opera oggi arriva al 6 gennaio 2027 e quello dell’estate 2027 non è ancora pubblicato. Per organizzare il resto della giornata legga la guida a Piazza dei Miracoli e quella su Pisa in un giorno.
Domande frequenti
Chi ha dipinto il Trionfo della Morte del Camposanto di Pisa?
Bonamico Buffalmacco, secondo l’Opera della Primaziale Pisana; a lungo fu attribuito a Giotto. Il Comune lo data al 1336. Dopo un lunghissimo restauro è tornato nella sua posizione originale.
Quali affreschi ci sono nel Camposanto?
Il ciclo sul tema della vita e della morte di Buffalmacco e Francesco Traini, le Storie dei Santi pisani di Andrea Bonaiuti, Antonio Veneziano e Spinello Aretino e le Storie dell’Antico Testamento iniziate da Taddeo Gaddi e Piero di Puccio e finite da Benozzo Gozzoli.
Chi è sepolto nel Camposanto di Pisa?
In origine i pisani riusarono come tombe i sarcofagi romani attorno alla Cattedrale. Dal Cinquecento vi furono sepolti docenti dell’Università di Pisa e membri della famiglia Medici, poi scienziati e personaggi illustri della città.
Il Camposanto è incluso nel biglietto della Torre?
Solo in estate: dal 17 giugno al 31 agosto chi compra un biglietto per la Torre dalle 19:30 in poi riceve gratis l’ingresso senza orario al Camposanto. Negli altri mesi serve una combinazione, da 8 €.
Che orari ha il Camposanto?
Gli stessi della Torre: dal 6 al 18 ottobre 2026 dalle 9:00 alle 20:00, poi fino al 1° novembre dalle 9:00 alle 19:00. Calendario completo sul sito dell’Opera.
Fonti
- Opera della Primaziale Pisana, Camposanto, consultato il 6 ottobre 2026
- Opera della Primaziale Pisana, Museo delle Sinopie, consultato il 6 ottobre 2026
- Opera della Primaziale Pisana, Orario, consultato il 6 ottobre 2026
- Opera della Primaziale Pisana, Prezzi (tabella combinazioni), consultato il 6 ottobre 2026
- Opera della Primaziale Pisana, Riduzioni e gratuità, consultato il 6 ottobre 2026
- Comune di Pisa, Turismo: Campo Santo, consultato il 6 ottobre 2026
